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Kodansha acquista Marvel e DC! O no?


Arrivano i nostri! Una rapida carrellata su alcuni fatti accaduti quest'estate durante l'assenza di Comix Factory
(nella foto: un minaccioso (?) Steve Gerber)


Sì, lo confesso! Il titolo di questo post è un fake.
Solo un discutibile stratagemma per attirare i vostri click, d'altronde come fare ad attirare la vostra attenzione dopo (ben) oltre un mese di assenza dagli schermi dei vostri PC e smartphone?
Subdolamente ho deciso di fare mio uno stratagemma sin troppo abusato dalla stampa "ufficiale", pur essendo consapevole di averla sparata grossa, nella speranza che la rassegna di news che mi appresto a sottoporvi possa farmi guadagnare almeno un po' della vostra indulgenza e benevolenza.  

Come avrete modo di constatare, nonostante la (presunta) rilassatezza estiva, nella calura agostana non sono mancate le notizie; alle volte anche clamorose, tanto da far (quasi) sfigurare la bufala con la quale vi ho attirati. Prima di riprendere gli aggiornamenti (semi)regolari, e buttarci a capofitto nell'attualità, mi sembra dunque opportuno fare una breve carrellata sulle news più rilevanti di questi ultimi tempi, partendo dalla fine e dalla notizia più triste e recente.


SO LONG, BUB!     




Quello di Len Wein, con tutta probabilità, non è uno di quei nomi che balzano subito alla mente degli appassionati quando si pensa ai grandi autori dei comics. Eppure stiamo parlando di uno dei professionisti più influenti del secolo scorso che ci ha lasciati, prematuramente, a soli 69 anni.

Creatore di Wolverine e Swamp Thing, artefice del rilancio degli X-Men (che con lo speciale Giant-Size X-Men proiettò gli uomini-x in una epoca di assoluta grandezza), Editor-in-Chief della Marvel, supervisore (approvò e supervisionò il lancio di New Teen Titans esaudendo il desiderio di Marv Wolfman e George Pérèz di lavorare insieme, e fu editor di Watchmen dispensando consigli preziosi ad Alan Moore e Dave Gibbons), Wein era un professionista a tutto tondo. Capace di avere ottime idee (e di sfruttarle) e di intuire quelle altrettanto ottime dei suoi collaboratori. Un protagonista della vecchia scuola che lasciandoci lascia un vuoto incolmabile nel mondo del comicdom USA.

Addio e grazie di tutto, cocco!

STREAMING WARS



Se le Big Two si scontrano a colpi di blockbuster cinematografici, le nuove e agguerritissime piattaforme dell'intrattenimento (tele)visivo cercano di percorrere strade alternative reclutando i nomi più illustri della scena indipendente dei comics, blindandoli con contratti che gli assicurano il controllo sulla loro intera produzione. Così, mentre tutti pensavano al terribile smacco subito da Netflix, sedotta e abbandonata dalla Disney pronta a dirottare su una propria piattaforma streaming i suoi prodotti, il network sorprendentemente annunciava di aver sottoscritto un contratto di esclusiva con Mark Millar, aggiudicandosi i diritti della produzione di film e serie TV basate su tutti i personaggi del Millarworld. Neanche il tempo di fantasticare quali personaggi partoriti dalla mente dello scrittore scozzese sarebbero approdati per primi sugli schermi degli abbonati che è giunta la pronta risposta di Amazon, la multinazionale fondata da Jeff Bezos ha siglato un accordo in esclusiva con Robert Kirkman (dal quale però sono stati tenuti fuori Outcast e (fear) The Walking Dead).

C'è poco da dire, lo scontro tra case editrici si è ormai spostato dal sempre meno influente mercato dei comics shop a quello delle grandi multinazionali dell'intrattenimento, e quegli autori che per primi hanno percepito le enormi opportunità offerte da cinema e TV (e dalla ormai quasi atavica carenza di idee originali dell'industria hollywoodiana) hanno guadagnato posizioni di enorme prestigio e di tutto rilievo, divenendo delle vere e proprie star. E pensare che, in un'intervista rilasciata qualche tempo fa, Gerry Conway raccontò che quando lasciò l'industria del fumetto per approdare a quella cine-televisiva non aggiunse al suo curriculum le sue precedenti esperienze fumettistiche, che avrebbero potuto screditarlo agli occhi dei suoi nuovi colleghi.

I tempi cambiano, ma la costante è che quelli a venire si preannunciano sempre molto interessanti.

MIRACLEMAN... WORK (STILL) IN PROGRESS

Miracleman, nella spettacolare interpretazione di Barry  Windsor Smith

L'acquisizione dei diritti di Miracleman da parte della Marvel Comics fu una delle notizie più sensazionali tra quelle annunciate al San Diego Comic-Con di quasi due lustri fa. L'aspetto più elettrizzante della notizia è che la Casa Editrice non solo avrebbe pubblicato il materiale d'annata (ormai divenuto introvabile nel direct market) ma avrebbe portato avanti le pubblicazioni bruscamente interrotte a causa del fallimento della Eclipse. L'immancabile ciliegina sulla torta sarebbe stato il ritorno di Neil Gaiman e Mark Buckingham al comando della serie, ovvero gli stessi autori che si erano assunti l'arduo incarico di avvicendarsi all'autore originale. Tutto è bene quel che finisce bene? Be', non proprio. Terminato il materiale già edito si son perse le tracce dello stato di avanzamento dei lavori del progetto, al punto che qualcuno ha anche iniziato a pensare di essersi semplicemente sognato l'annuncio della Marvel. Almeno fino allo scorso 11 agosto.

Intercettato da un inviato di Bleeding Cool durante il London Film and Comic-Con, Mark Buckingham ha, infatti, rivelato: "attualmente sono quasi completamente concentrato sul completamento di Miracleman... dopo averlo ignorato per un po'! Il problema è anche Neil è diventato di nuovo papà, e in definitiva la ragione del nostro ritardo è che entrambi siamo stati impegnati con i nostri bimbi! La buona notizia è che adesso ci stiamo lavorando, Neil e io ci siamo incontrati con regolarità per lavorare assieme alle nuove sceneggiature... abbiamo portato alcun cambiamenti interessanti, così che non si tratterà esattamente della storia che avevamo intenzione di raccontare negli anni '80, stiamo ragionando sul contesto odierno e su come il mondo è cambiato" 

Si può, dunque, cominciare a sperare in un ritorno di Miracleman per il 2018? "Neil e io siamo stati sempre ottimi amici e abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto lavorativo. In questo caso, attualmente lo sto affiancando nella stesura dei soggetti... quindi, quel che sta accadendo è che ci stiamo incontrando periodicamente e stiamo pianificando tutte le prossime storie. Si tratta di un processo molto divertente, ed è molto bello essere coinvolti su tutti gli aspetti di un progetto come questo, perché la parte inerente lo storytelling è per me davvero fondamentale. Essere coinvolto nella fase di pianificazione e nella stesura della sceneggiatura mi sarà di grande aiuto nel soppesare il mio lavoro al momento in cui dovrò sedermi al tavolo da disegno e realizzare le tavole"

Insomma, è consigliabile non trattenere il respiro, ma oltremanica qualcosa si muove.

JIM LEE, JONATHAN HICKMAN E (GALEOTTI) QUEI TOAST CON GLI AVOCADO




Della possibilità che Jonathan Hickman possa occuparsi di rivitalizzare qualche testata della DC Comics si parla da molto tempo ormai, questo tweet di Jim Lee fa pensare che le trattative siano a buon punto e chissà se, come molti si auspicano, presto la Legione dei Super-Eroi possa essere affidata alle abili mani dello scrittore di East of the West, Manhattan Pojects e Black Monday Murders.

SCRIVERE COMICS E' DI DESTRA O DI SINISTRA? 



Superman, nella versione comunista concepita da Mark Millar e Dave Johnson

Non so se una domanda del genere, nell'epoca della post-ideologia, sia più o meno sensata (se mai lo sia davvero stata), quel che è certo è che d'estate le giornate son più lunghe, in TV c'è poco o nulla di interessante da guardare e il caldo ci abbatte, spingendoci a star fermi e a vagare con la mente. Se a questa condizione di ozio (ideale per le domande... oziose) si aggiungono Rich Johnston, sempre pronto a lanciare provocazioni, gli sconcertanti fatti di Charlottesville e i social network, abbiamo tutti gli ingredienti per una bella polemica.

Accade così che una sera d'agosto il fondatore di Bleeding Cool affermi, su twitter, che la Marvel non ingaggia scrittori progressisti. Dopo essere stato attaccato con veemenza da alcuni lettori, che sottolineavano l'esplicito sostegno di gran parte degli sceneggiatori Marvel per Hilary Clinton,   Johnston argomenta: "[...]Non ho visto Dan Slott discettare sulle posizioni del sindacato dei lavoratori. Né tanto meno Jason Aaron battersi per i diritti dei lavoratori. O Cullen Bunn suggerire una tassa sulla salute per i coloristi. Tutta una serie di cose di cui si discuteva molto negli anni '70 e durante i primi anni '80 e che adesso sembrano sparite. La mancanza di un partito che rappresenti i lavoratori potrebbe forse spiegare Trump. Tutti sono a favore della negoziazione individuale, che potrebbe potenzialmente far ottenere un maggior riconoscimento delle nostre qualità individuali, ma che alla fine produce complessivamente paghe inferiori per tutti. Si tratta di una nozione decisamente conservatrice, e del tipo che spinge la gente meno abbiente a votare affinchè ci siano meno tasse per i più ricchi. Quelli - come Ales Kot o Steve Gerber - che avevano grossi problemi ad accettare il modo in cui gli autori vengono trattati hanno lasciato. O sono stati zitti. O sono diventati Neal Adams. [...] Perchè, al di là di tutto, il concetto alla base dei fumetti di super eroi contiene nozioni conservatrici. Responsabilità individuali anteposte a quelle della comunità, fare affidamento su un senso di responsabilità innato e combattere per ciò che, tutto sommato, è il mantenimento dello status quo, della legge e dell'ordine, tutto condito con un pizzico di potere-rende-giusti del fascismo. Anche quando vengono scritti da autori di sinistra come Alan Moore o Mark Millar, questi tendono ad approcciarsi con uno spirito di destra. E la Marvel, con poche, minuscole, eccezioni continua a percorrere questa strada. [...] E no, G. Willow Wilson non è una forte voce di sinistra. Ognuno ha la propria prospettiva, ognuno si sente al centro di una opinione ragionevole e rispettabile. Così, se l'ago della bilancia è posizionato in partenza su una posizione molto conservatrice, è probabile che tutti coloro che si posizionano alla sua sinistra possono essere considerati progressisti. E questa non è una cosa carina". 

Discussione tanto oziosa quanto interessante, anche se bisognerebbe ricordarsi che Rick Johnston è inglese e, dunque, proviene da una tradizione e cultura politica di gran lunga diversa da quella statunitense. In ogni caso questo discorso ci porta a un altro argomento...

A QUANTO PARE ETHAN VAN SCIVER NON E' UN NAZISTA


Un albo originale autografato da Ethan Van Sciver
e la stilizzazione della sua firma (nel riquadro)


Mentre si discetta sui valori veicolati nei fumetti di super-eroi, su Twitter si scatena una battaglia contro Ethan Van Sciver, disegnatore in forza alla DC (Green Lantern Rebirth, Flash Rebirth), noto per le sue posizioni (molto radicali agli occhi di noi europei) Repubblicane. Van Sciver è accusato di autografare i suoi lavori con una firma che rappresenta una svastica stilizzata. Un'accusa che non gli va proprio giù, che lo spinge a rispondere:

"Sul web ci sono dei tipi strambi che sostengono  che io sia un "suprematista bianco" o un nazi solo perché nel mondo dei comics sono una eccezione: sono Repubblicano. E' intollerabile. E' ridicolo essere costretti a dichiarare che non sono nessuna di queste due cose.   

Ai miei occhi i suprematisti bianchi sono come i criminali dei film. Non mi rappresentano, non rappresentano la mia famiglia, e sono profondamente offeso da questi sforzi molto ben calibrati volti a farmi sentire non il benvenuto in un mondo al quale ho dedicato la mia vita e che ha beneficiaton molto dal  mio lavoro. L'industria non si si divide tra me e loro. L'industria siamo tutti noi. 

Le prove che portano a supporto della loro tesi sono immagini risalenti a oltre dieci anni fa, ridicolamente decontestualizzate. Risalenti a un periodo in cui eravamo molto più giovani e amichevoli. Essere appellato "nazi" da un collega era molto diverso, come per me era diverso definire qualcuno "communista". Era un modo per prendersi in giro. Capitò che qualcuno intravide nel mio piccolo logo a forma di diamante una svastica (Oh? Come? E' ispirato al logo degli Iron Maiden). Un amico fece della satira, e per ridere, lo stilizzò ancor di più rendendolo simile a una svastica. Ci si rideva su, perché era una cosa assurda. Ancora in quel clima goliardico decidi di realizzare due sketch book dando loro una visualizzazione grafica come i trattati realizzati dagli estremisti politici. Uno era intitolato Manifesto e conteneva dogmi comunisti, mentre le lettere pubblicate alla fine erano scritte in cirillico.   L'altro si intitolava My Struggle e ripercorreva la mia carriera dai primi lavori su cyberfrog fino alle cose più recenti. La copertina rappresentava Sinestro, di cui quell'anno avevo effettuato un restyling grafico che lo rendesse più simile a Hitler e, sicuro che in molti lo avrebbero capito, si trattava di uno scherzo. Quello scketch book lo diedi a quelle persone che ritenevo più strette e amiche. Quelle persone che adesso riprendono quelle immagini e dicono che sono un nazista, mentono. Bugiardi che vorrebbero che l'industria del fumetto fosse meno tollerante con colore che non hanno la stessa loro visione faziosa della politica. Voi potreste essere o non essere tra questi. Tutta la mia carriera e il mio lavoro si sono svolti dovendo confrontarmi con queste persone. Questa è anche la MIA industria. E diffondere menzogne non cambierà questa cosa.

Ho deciso di evitare Twiter. E' una enorme terra incolta di negatività. Ho deciso di evitare di discutere di politica. Ma non resterò fermo a permettere di a questi vermi di continuare a diffamarmi senza rispondergli. E non dovreste farlo neppure voi. 

Se leggete messaggi contro di me, e siete miei fan, intervenite.

ANCORA SUI FATTI DI CHARLOTTESVILLE

 Gli scontri di Chalottesville hanno in ogni caso lasciato un segno profondo negli USA, con strascichi che si son trascinati per diversi giorni. A margine della manifestazione (degli scontri e della vittima uccisa da un estremista di desta) ha fatto notizia il licenziamento, da parte delle ditta per la quale lavorava, di uno dei suprematisti bianchi. Sorprendentemente sull'argomento è intervenuto Peter David che ha spiegato, perché secondo lui, il licenziamento sia stato un errore.

Per prima cosa, questo lo spingerà ad agire ancora di più in incognito. Potrebbe, infatti, iniziare a utilizzare un cappuccio e, protetto dall'anonimato, fare cose ben peggiori. Il suo boss e i suoi colleghi dovrebbero sedersi con lui e dirgli: "Perché agisci in questo modo? Hai mai preso in considerazione l'ipotesi che tu possa essere nel torto?" Dare inizio a una discussione che potrebbe fargli cambiare idea.

In secondo luogo, licenziarlo non produrrà altro che un incremento del suo odio per la sinistra. Prima le ragioni dei suoi pregiudizi erano tutte dovute alle menzogne che gli erano state inculcate da persone e pubblicazioni di destra. Adesso ha delle buone ragioni per odiare chi ha idee diverse dalle sue: gli hanno fatto perdere il lavoro. Hanno distrutto la sua vita. Chi lo fermerà dal pianificare vendetta contro i suoi nemici? Chi lo fermerà dal salire sulla sua auto e investire qualcuno di quei bastardi sinistrorsi ed esigere un qualche tipo di ricompensa? Prima era solo uno stronzo. Adesso è un vero e proprio nemico. Non è mai una buona idea quella di punire qualcuno solo petrché non ha le tue stesse opinioni. 

Insomma, una versione moderna del celebre adagio (erroneamente attribuito a Voltaire - leggere QUI): "Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita affinché tu lo possa dire"

IPSE... DIXON 

Chuck Dixon


Il sei settembre la DC Comics ha pubblicato il quinto albo della serie Bane Conquest, scritto da Chuck Dixon per i disegni del suo vecchio sodale Graham Nolan. Solo un altro spillatino che però sommato ai 106 albi di Robin, agli 89 di Detective Comics, ai 77 di Nightwing, ai 50 di Airboy, 49 di GI Joe, 47 di Green Arrow, 46 di Birds of Prey, 36 di Robert Jordan's Wheel of Time: Eye of the world, 35 di Simpsons Comics, 31 di Punisher war Journal, 25 di Marc Spector's Moon Knigt, 24 di Way of the rat, 22 di Catwoman, 22 di Sigil, 21 di Crux e un'infinità di albi di Punisher War Zone, Conan, Punisher, the 'Nam, Brath, Alien Legion, Marvel Knights ecc. fanno di Chuck Dixon, con oltre 41.000 pagine di fumetto, il più prolifico sceneggiatore della storia dei comics! 

I MARVEL EROI DEL FOOTBALL UNIVERSITARIO

Per il quarto anno consecutivo la Marvel e la rivista sportiva ESPN hanno deciso di lanciare la stagione del football universitario con dei mash up (o forse sarebbe più corretto parlare di Match-up) tra le squadre sul campo e gli eroi della casa editrice. Ecco il risultato. 







E PER RIMANERE IN ARGOMENTO MARVEL...

Ma la vera notizia bomba di questo mese è che, dopo la diffusione delle anticipazioni relative alle novità in uscita a novembre, risulta che per la prima volta in questo secolo la Marvel non pubblicherà un nuovo numero 1 (cosa che accadeva inevitabilmente ogni mese sin dal 1999). 


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