martedì 27 gennaio 2015

CONTRO IL RAZZISMO E L'INTOLLERANZA SCENDE IN CAMPO MS. MARVEL!

Kamala Khan
Che Kamala Khan, la giovane Ms. Marvel  musulmana lanciata poco più di un anno fa dalla Marvel, fosse destinata a far parlare di se, lo si era capito sin dal primo momento.

Sviluppata dalla editor Sana Amanat e dalla scrittrice  G. Willow Wilson (entrambe musulmane), la ragazzina ha sin da subito destato reazioni molto forti, a partire da un editoriale del The Washington Time che frettolosamente etichettò l'eroina come il tentativo di conquistare le edicole dei paesi asiatici, incurante dell'american way of life (ve ne parlai QUI). Eppure proprio l'accoglienza dei lettori di fede musulmana lasciò ben sperare sulla qualità del progetto, sebbene si avvertisse con forza lo scetticismo di una parte dei lettori le prime reazioni a caldo lasciarono ben sperare (ve ne ho parlato QUI). Speranza che si è tramutata in una certezza quando la Marvel ha annunciato che la serie è tra le più vendute sulle piattaforme digitali (notizia che vi comunicai QUI).

Un successo, dunque, crescente certificato, adesso, dal fatto che Kamala Khan è diventata un fenomeno virale. Su alcuni autobus di Los Angeles, infatti, negli scorsi giorni sono stati affissi dei cartelloni anti-islamici sponsorizzati dal Freedom Defense Initiative, un'associazione etichettata come intollerante dal governo Britannico. La risposta di alcuni cittadini di Los Angeles non ha tardato ad arrivare, e così alcuni di questi cartelli sono stati coperti  da adesivi giganti ritraenti la giovane Ms. Marvel che condanna il razzismo e l'intolleranza.

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lunedì 26 gennaio 2015

LE PIÙ GRANDI STORIE, MAI (!) PUBBLICATE: LO SPIDER-MAN DI JEPH LOEB E J. SCOTT CAMPBELL



Spider-Man World di
J.Scott Campbell



Il mese di Gennaio è ormai quasi archiviato, e vi sarete resi conto che, contrariamente a quanto accaduto negli scorsi anni, quest'anno non ho realizzato 15x2015; ho deciso di rinunciare al consueto appuntamento con i titoli più interessanti dell'anno appena iniziato per un motivo abbastanza semplice: le notizie che circolano in questo periodo sono troppo scarse (almeno per quanto riguarda il mercato italiano) e si limitano in genere alle (seppur interessanti) novità dei soliti editori o all'ennesimo mega-evento-destinato-a-stravolgere-questa-volta-per-davvero-e-non-si-torna-più-indietro-o-forse-no-l'universo-narrativo-di-una-delle-major-statunitensi. Onde evitare un mero elenco di titoli più o meno prevedibili (un titolo a caso, le nuove Secret Wars che bollono in pentola in casa Marvel) ho preferito volgere il mio sguardo al passato per parlarvi di alcune delle più grandi storie annunciate e mai pubblicate. Opere il cui annuncio ha fatto sognare migliaia e migliaia di appassionati in tutto il mondo ma che, per motivi spesso ancora misteriosi, han fatto perdere traccia di se, dissolvendosi come neve al sole. L'appuntamento con Le più grandi serie mai (!) pubblicate prenderà, dunque, il posto di 15x2015, con la speranza che possa divertirvi allo stesso modo, allietando, almeno nei propositi, i vostri lunedì.

***

Anno 2006. Sulle serie regolari la vita di Peter Parker attraversava un momento di relativa felicità, l'ingresso nei Vendicatori e l'amicizia con Tony Stark, oltre al trasferimento nella Torre degli eroi più potenti della Terra, avevano donato un momento di rara stabilità all'arrampicamuri. Dal punto di vista editoriale un terzo mensile regolare, Friendly Neighborhood Spider-Man di Peter David e del mai troppo compianto Mike Wieringo, andò ad affiancare le pre-esistenti Amazing Spider-Man (di Michael J. Strakzynski e Mike Deodato Jr.) e Marvel Knights Spider-Man (testata antologica affidata a team creativi sempre diversi). Mancava una ciliegina sulla torta. Ma qualcosa bolliva in pentola. L'annuncio di una maxi-serie davvero da sogno per tutti gli appassionati dell'Uomo Ragno arrivò nel corso della WizardWorld di Los Angeles: Jeph Loeb e J. Scott Campbell erano al lavoro su un progetto misterioso con protagonista Spider-Man.

Oltre al ritorno al tavolo da disegno, come disegnatore di una testata (semi) regolare di J. Scott Campbell, la maxi-serie rappresentava anche il primo progetto al quale avrebbe dovuto lavorare in esclusiva per la casa delle idee. Prevista per il 2008, la pubblicazione di questa serie fu cancellata l'anno seguente, allorché l'artista, nel corso di un'intervista rilasciata nell'edizione del 2007 della WizarldWord di Chicago, diede notizia di aver abbandonato il progetto. Nel 2010, però, fu ancora Campbell a comunicare che il progetto in realtà non era stato accantonato, ma semplicemente messo sotto silenzio, per dare all'artista tutto il tempo necessario per realizzarlo con calma e dedizione. Sempre nel corso del 2010, Tom Brevoort pubblicò on-line una tavola del secondo albo della serie.

Una tavola di J. Scott Campbell
per il suo progetto ragnesco

E, in risposta alla domanda di un lettore che chiedeva lumi, rispose: "E' curioso, ma gli appassionati ci esortano sempre ad annunciare queste serie solo quando abbiamo materiale sufficiente per procedere alla pubblicazione. Ma ogni volta che ci proviamo ci sono altri lettori cui si rizzano i capelli. In ogni caso, è colpa nostra, eravamo così eccitati dall'idea di annunciare questa serie che lo abbiamo fatto con troppo anticipo".

Nel 2011 la Marvel ha ulteriormente annunciato che la serie è ancora in lavorazione, ma che se ne darà notizia solo quando sarà completata e pronta per la pubblicazione. Da allora sono passati altri 4 anni e nulla ancora si è saputo. Incrociamo le dita.

La Gatta Nera


[1 - Continua]

giovedì 22 gennaio 2015

LA MARVEL ANNUNCIA LA FINE DEL SUO UNIVERSO: LE REAZIONI DI STAN LEE E DI ALCUNI APPASSIONATI



Il teaser con il quale la Marvel ha annunciato la
conferenza stampa... definitiva! 

Quella di ieri, pubblicizzata come la conferenza stampa nel corso della quale sarebbe stato proclamato l'annuncio che avrebbe posto fine a tutti gli annunci, ha rappresentato indubbiamente uno dei più importanti messaggi alla nazione lanciati, nel corso dell'ultimo decennio, dai vertici della Marvel alla nutrita base dei suoi lettori. Sebbene il messaggio contenuto all'interno della conferenza fosse abbastanza prevedibile (un evento che avrebbe posto fine all'attuale status quo del Marvel Universe e delle sue tante varianti - più o meno immaginarie - creando qualcosa di nuovo - ma dal sapore antico - e, si spera, più agevolmente fruibile), è innegabile che l'ufficializzazione dell'arrivo della fine (ma sarà davvero così) ha prodotto una certa emozione tra i vecchi e nuovi appassionati e scatenato entusiasmi di ogni tipo (sia positivi che assolutamente negativi).

"Tutti gli universi della Marvel confluiranno in Battle World" Ha dichiarato Axel Alonso, editor-in-chief della casa editrice "Ogni singolo pezzo dei mondi che formano il multiverso Marvel saranno dei tasselli fondamentali per la costruzione dell'universo. Stiamo prendendo i migliori e i più bei momenti della storia della Marvel e stiamo vedendo come questi possano agevolmente coesistere l'uno con l'altro. Naturalmente non ci aspettiamo che quello che ci stiamo accingendo a fare renda felici tutti gli appassionati, ma pensiamo che stiamo realizzando qualcosa che sarà davvero bello da leggere a partire da Secret Wars fino a tutto quello che ne conseguirà." Nel nuovo universo tutto sarà possibile "Se vorreste che Gwen Stacy risorga, be' questo potrebbe accadere".

La rivoluzione dell'universo Marvel comporterà anche un rivoluzionamento dei team creativi? "Molti degli autori attualmente al lavoro per la Marvel continueranno a lavorare con la casa editrice, ma non è detto che continueranno a occuparsi delle stesse serie" ha risposto Tom Brevoort, per poi aggiungere "Tutti i team creativi erano al corrente di ciò che si apprestava ad accadere. Abbiamo tracciato una linea di demarcazione sulla sabbia. Portate a termine i vostri progetti entro questo determinato momento perché da questo punto in poi avrà inizio Secret Wars e avrà un impatto su tutto. Molti di questi autori lavoreranno su delle serie durante Secret Wars. Ma queste potrebbero non essere esattamente le stesse serie. Insomma, potrebbe non esserci una serie dedicata ai Guardiani della Galassia, ma ci sarà qualcosa che coinvolgerà i personaggi o alcune delle loro trame o, ancora, potranno accadere avvenimenti che potrebbero influenzare i guardiani in futuro."

"the real" Stan Lee

All'annuncio della fine dell'universo Marvel così come siamo abituati a conoscerlo, non sono mancate, naturalmente, le prime reazioni a caldo. Il  primo a commentare è stato (e come poteva essere altrimenti?) Stan Lee, che con garbato entusiasmo ha dichiarato: "Con tutta probabilità si tratta di una cosa buona. Qualsiasi cosa abbiano in mente di fare che sia inaspettata e diversa dal solito servirà a catturare l'attenzione dei fan. I lettori decideranno di seguire la serie per scoprire cosa accadrà e a cosa porterà. La Marvel non può continuare a realizzare sempre le stesse storie. C'è sempre bisogno di osservare le cose da nuove angolazioni e con nuovi approcci. Dunque credo che si tratti di una buona idea. Mi sembra intrigante."

Secret Wars


Come sono state, invece, le reazioni degli appassionati? Non tutte entusiastiche, anzi, in alcuni casi sono davvero al vetriolo, come questa di un lettore che scrive a Tom Brevoort: "E così, alla fine è accaduto. La Marvel è MORTA! Implosa dopo decadi di abusi da parte di scrittori poveri di talento, disegnatori terribili e supervisori dal culo pesante. [...] Sono un fan di vecchia data, capirai che ho smesso di leggervi già da un bel po'..." Compassata la risposta di Brevoort: "Capirai che, visto che non ci leggi già da un bel po' di tempo, le tue critiche non riescono a preoccuparmi". 

Naturalmente ci sono anche lettori un po' più moderati: "E' possibile non essere un lettore follemente reazionario e allo stesso tempo essere triste e preoccupato riguardo quello che ci riserverà Secret Wars? So che ci saranno un sacco di persone arrabbiate pronte a lamentarsi, ma io sono semplicemente triste perché ho l'impressione che qualcosa stia andando perduto." O come chi scrive "So che la tua risposta sarà di aspettare e vedere. Il mio più grande problema con il New 52 è che hanno pigiato il bottone del reset e hanno cancellato delle gran belle serie e il passato della casa editrice"

Ammetto di non essere entusiasta dell'eventualità di un reboot che azzeri il passato (le origini e tutto quel che sappiamo) dei nostri beniamini, ma è pur vero che negli ultimi anni, tra lanci e rilanci, sono stati numerosi i reboot silenziosi compiuti sugli eroi Marvel (basti pensare a quanto accaduto con Spider-Man, ma non solo) e la complessità della trama narrativa dell'universo Marvel si è andata via via intricando sempre più, rendendo sempre più difficile la lettura a vecchi e nuovi appassionati. Se il rilancio post-Secret Wars dovesse servire a rendere più user friendly l'universo narrativo della Marvel, potrei chiudere un occhio su alcune "violenze" che verranno di sicuro perpetrate. In fin dei conti basterà attendere solo qualche mese, e poi non dimentichiamoci che si tratta solo di storie immaginarie scritte con il solo (nobilissimo) scopo di divertirci, appassionarci e regalarci qualche momento di svago.


La classica copertina delle prime
Secret Wars
(disegni di Mike Zeck)



mercoledì 21 gennaio 2015

DAN BUCKLEY: "I LETTORI STANNO PREMIANDO LO SFORZO DELLA MARVEL DI DIFFERENZIARE GENERI ED ETNIE DEI PROPRI PERSONAGGI"

Dan Buckley


Nel corso di una lunga intervista rilasciata al sito ICv2.com, Dan Buckley (Publisher della Marvel) analizza con estrema precisione l'andamento del mercato della casa delle idee durante lo scorso anno, specificando con chiarezza per quale motivo la casa editrice ha ridotto il numero di pagine e abbassato la qualità della carta utilizzata per le copertine e spiegando con orgoglio perché l'andamento delle vendite delle raccolte in volume sta facendo registrare dati in crescita e di tutto rispetto. Il passaggio più interessante, però, è quello che riguarda il contenuto degli albi prodotti ultimamente dalla casa editrice e di quella che sembra essere una sempre più spiccata attitudine a far appassionare nuovi lettori puntando sulla diversità e multi-etnicità dei personaggi.

"Sarò molto sincero. L'industria del fumetto non è nota per fare molte analisi di mercato. Probabilmente voi siete in possesso della maggior parte di esse. Vent'anni fa Tom DeFalco mi Chief della Marvel): "sai, Danny, la ricerca migliore che si potrebbe fare è mandare una serie in stampa. Se la gente la acquista allora vuol dire che questa è la serie che desidera acquistare". Lavoriamo in un settore in cui i costi d'investimento per la creazione di un nuovo prodotto sono relativamente bassi. Per certi versi è più conveniente produrre una serie per vedere se vende che compiere un sacco di ricerche. Questo è uno dei punti che maggiormente differenzia il nostro settore da cinema, televisione e animazione.

Negli ultimi due anni abbiamo compiuto molti tentativi decisamente aggressivi sperimentando diversi prodotti. In tal senso Axel Alonso merita dei grossi complimenti. Ha attuato una politica molto aggressiva in modo da aumentare i personaggi femminili, ma anche di avere una più vasta partecipazione di personaggi appartenenti a etnie differenti all'interno dei nostri albi. E la cosa più emozionare è constatare che le serie vendono. 

Abbiamo valutato il responso dei lettori attraverso le reazioni di coloro che sono venuti in fiera, attraverso i feedback rilasciati dai lettori sui social network, ma anche in base alle opinioni espresse attraverso le vecchie lettere cartacee o via e-mail. Solo attraverso la raccolta e l'analisi di questi dati è possibile avvertire la diversificazione dei lettori. Ovviamente una buona parte è dovuta anche al grande impatto che i film stanno ottenendo sui Mass Media. 

In passato questo era avvenuto per serie molto amate dalla critica (ma che non erano delle Top Seller). Runaways ne è stato un fulgido esempio. Adesso non stiamo tenendo in vita serie coccolate dalla critica. Ms. Marvel è un titolo top seller in tutti i canali di vendita. E la serie dedicata a Lady Thor (scusatemi se la chiamo così) è una serie che vende molto bene. Una parte di coloro che la acquistano sono lettori di Thor arrabbiati, ma un sacco di donne si sono lasciate incuriosire e hanno cominciato ad acquistare la serie chiedendosi: "Che storia è questa? Non voglio perdermela!". 

Miles Morales è una vera e propria hit con Ultimate Spider-Man. Il successo ci sprona a fare più tentativi in questo senso, tentativi che a loro volta generano altri successi e questo ci da una forte emozione. Perché più riusciamo ad allargare e differenziare la nostra base di lettori più ne guadagnano le storie e l'intero mercato."

L'impegno della Marvel nel tentare di differenziare i propri albi e personaggi per raggiungere un pubblico sempre più vasto e variegato sembra, dunque, essere premiato dai lettori (anche se ComicsAlliance fa notare che al momento molte di queste serie fanno registrare numeri eccezionali soprattutto sul mercato digitale). Uno sforzo nel quale si stanno impegnando un po' tutti gli editori (con la Image, non vincolata al genere super-eroistico a fare da capofila) e che potrebbe rappresentare davvero una delle vie d'uscita dalla palude dei (bassissimi) dati di vendita che stanno caratterizzando questo scorcio di inizio millennio.


Ms. Marvel

giovedì 15 gennaio 2015

SPIDER-WOMAN DI MILO MANARA, MENTRE FRANK CHO RENDE OMAGGIO AL MAESTRO LA CLASSIFICA DI VENDITE PREMIA LA NUOVA SERIE

Spider-Man reagisce basito alla Spider-Woman
di Frank Cho (e Milo Manara)


Sono trascorsi mesi ormai da quando la Marvel ha diffuso quest'immagine realizzata da Milo Manara:

Illustrazione di Milo Manara
realizzata per l'edizione variant della nuova
serie di Spider-Woman
(poi fortemente rimaneggiata con
l'inserimento della testata)
Da quel momento non si son più fermate le polemiche (ho provato a fare un resoconto parlandovene QUI e QUI). Anzi, nonostante il passare del tempo, a distanza di mesi (a dimostrazione di quanto la vicenda, seppure apparentemente futile, abbia appassionato lettori e addetti ai lavori) ancora qualcuno prova a fornire il suo contributo. L'ultimo in ordine temporale è Frank Cho, un autore che ha fatto delle curve uno dei suoi principali punti forza. Ecco il suo omaggio al maestro veneziano.

la versione di Frank Cho

Da notare come il logo della testata, nella versione di Frank Cho, torni a svettare in alto. Ben distante dalla zona "proibita". Al di là di scherzi e polemiche, va sottolineato (per quanti si chiedono se queste vicende producano benefici al fumetto o se, al contrario, possano risultare dannosi) che il primo numero della nuova testata di Spider-Woman, nella classifica di vendite del Previews, si è piazzato al quinto posto in assoluto, davanti alla nuova Thor, al crossover Axis e al primo numero del nuovissimo Superior Iron Man.

mercoledì 14 gennaio 2015

BRIAN BENDIS RIFLETTE SUI FATTI DI PARIGI E DICHIARA: "ODIO LA CENSURA, SOPRATTUTTO NELLE SUE FORME PIÙ SUBDOLE"

Brian Michael Bendis


I terribili fatti di Parigi hanno, ovviamente, suscitato reazioni anche tra i cartoonist d'oltreoceano. Ecco quella di Brian Michael Bendis che, dalle pagine del suo blog, ospitato sulla piattaforma Tumblr, risponde a una lettrice francese che gli chiede una sua opinione sui fatti, dichiarando: 

"Anche io sono devastato. Odio la censura. Davvero. Detesto la censura, soprattutto quando si tratta di una censura tacita. La detesto ancor più di quella fatta apertamente. La censura silenziosa ha un valore culturale ed è schiacciante, e sono preoccupato da chi sarà il prossimo. 
Sono preoccupato che questa vicenda produca ripercussioni sui comportamenti di autori e uomini d'affari del mondo dell'intrattenimento, facendo sì che per un bel po' questi si sottopongano inconsciamente ad autocensura, limitandosi a testimoniare le proprie opinioni anche su cose apparentemente piccole e di scarso interesse. Evitare le piccole rocce che emergono sulla superficie di un fiume, perché in fin dei conti chi vuole davvero che la sua barca si scontri sugli scogli? Chi vuole morire per un cartone animato? Questa è la mia paura. 
Lo capisco, ma questa è la mia paura. 
Questa e tutte le critiche che tendono a mettere alla berlina gli autori, su twitter. La scorsa notte alcune persone hanno etichettato Wes Anderson definendolo razzista o dicendo che Tina e Amy scherzavano sullo stupro. Per me questa è follia. 
E prima che che sia bersagliato anch'io, lo scherzo di Wes Anderson riguardava il fatto che nessuno sa davvero cosa sia la stampa straniera a Hollywood. Nessuno. 
Ed è da almeno dieci anni che Tina Fey accusa, attraverso qualsiasi mezzo di informazione da cui riesca a farlo, Cosby per le merdate che ha compiuto (Bill Cosby, volto televisivo ultra noto anche nel nostro paese per la sit-com Casa Robinson, di cui è stato il protagonista e mattatore assoluto, è stato accusato da più attrici e modelle di violenze sessuali). Così, se la gente crede che lui non faceva altro che far divertire le sue vittime... questa è follia. Cosby è uno stupratore che non trascorrerà neanche un giorno davanti a una giuria e che morirà, godendosi le sue ricchezze, convinto  di non aver mai commesso alcun errore. Quello che è stato fatto sulla NBC era una cosa di una bellezza satirica. Che altro non è che il loro lavoro. 
La cosa che maggiormente mi preoccupa di tutta questa agitazione culturale che sta attraversando il mondo intero,  è che si facciano passi indietro e che prevalga una mentalità del tipo "Hey. State calmi, lasciate perdere e non costringete gli altri a essere sconvolti da quanto accaduto". E questo mi spaventa. 
A me piace stare al limite."


martedì 13 gennaio 2015

SCOTT ALLIE: "IL 2015 SEGNERA' IL RITORNO DI HELLBOY"


Hellboy


Il 2014 è stato un anno molto tranquillo per Hellboy (se così si può considerare lo stato di un personaggio morto e, novello Dante, disceso agli inferi), la cui serie regolare - Hellboy in Hell - non ha beneficiato di alcuna uscita. Se Hellboy è restato in uno stato di inattività, lo stesso non si può dire del suo creatore, Mike Mignola, che ha dovuto dividere le sue forze tra lo sviluppo e il lancio di Hellboy and the B.P.R.D. (serie ambientata nel passato del personaggio, quando ancora collaborava con il Dipartimento delle attività paranormali) e Frankenstein Undergrond (prima serie del mondo del demone investigatore ispirata a un personaggio letterario).

Ora che entrambe le serie sono pronte e in procinto di affrontare il pubblico, Mignola può finalmente tornare alla sua creatura prediletta: "nel numero sette di Hellboy in Hell mi concederò qualche piccolo esperimento artistico. Forse nulla di davvero nuovo, okay, ma il risultato è davvero spaventoso e non ho mai fatto nulla del genere prima di adesso". Una rivoluzione stilistica? Non la pensa allo stesso modo l'editor Scott Allie, che prende in giro l'autore: "Ah, sì... la sperimentazione... Mike lo dice sempre. Parla spesso di rivoluzionare il suo stile, di renderlo più grafico o qualcosa del genere, ma capita che queste differenze risultino poi impercettibili agli occhi delle altre persone. Se ci rifletto, devo però ammettere che in questo numero sette c'è una differenza. Si è approcciato alla tavola in maniera più audace. Dave (Stewart) non le ha ancora colorate, quindi bisogna vedere come sarà il risultato finale, ma i disegni a matita sono bellissimi..." 

Dal punto di vista delle storie, Hellboy dovrà scendere a patti con la più grande delle perdite: "Ogni giorno Hellboy dovrà confrontarsi con la sua perdita" spiega Allie "è profondamente consapevole di aver perso la vita. Credo che cerchi di affrontare questa consapevolezza con molto coraggio, ma non sempre in maniera sana. Non so emotivamente come uscirà fuori da questo confronto, ma sono sicuro che avrà l'opportunità di dire addio ad alcune persone. Sulle Hellboy in Hell troveremo molte facce conosciute. Alcune saranno una sorpresa per il lettori..."

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sabato 10 gennaio 2015

SKOTTIE YOUNG PARLA DEL SUO FUTURO, TRA FAVOLE (MALEDETTE) E PROCIONI (STELLARI)

Rocket Raccoon


Una delle serie rivelazione dello scorso anno è stata quella dedicata a Rocket Raccoon. Il procione spaziale membro dei Guardiani della Galassia, affidato alle abili mani di Skottie Young ha sedotto i lettori d'oltreoceano, arrivando a conquistare con il primo albo della serie (che ha fatto registrare un venduto di 300 mila copie) la vetta della classifica di vendite (anche se, a onor del vero, già dal secondo albo delle serie il venduto si è rapidamente ridimensionato). Dopo la fine del primo arco narrativo, però, Skottie Young si è dedicato solo alla scrittura, inducendo molti lettori a scrivergli per chiedergli se, prima o poi, tornerà a occuparsi nuovamente anche delle matite. Domande alle quali ha risposto pubblicamente dalle pagine del suo blog ospitato sulla piattaforma Tumblr.

Sto ricevendo un sacco di richieste riguardo alla possibilità che io possa disegnare altri numeri di Rocket Raccoon. Per il momento, sto scrivendo le storie e ne sto realizzando le copertine, mentre i miei amici Felipe Andrade e Jake Parker si occupano dei disegni. Questo perché sul fronte degli impegni come disegnatore sono impegnatissimo e a qualcosa dovevo pur rinunciare. Ma nello scrivere per questi due straordinari artisti mi sto divertendo talmente tanto che spero tu voglia continuare a seguirci per vedere dove abbiamo intenzione di condurre l'adorevole procione dalle grandi pistole. 
Oltre a scrivere le storie di Rocket, al momento mi sto occupando di scrivere e disegnare un altro progetto Marvel che sarà una delle novità più fighe del 2015. E in calendario ho già altre copertine variant dedicate ai piccoli eroi Marvel che mi terranno impegnato da adesso sino a quando mio figlio andrà al college. Insomma, da qui al prossimo anno di certo non ti mancheranno i miei disegni. E chissà, forse potrei anche illustrare un altro libro di un tale autore il cui nome fa rima con Schmeil Schmaiman. 
Per tutti gli appassionati del mio lavoro su Rocket, non potrei esservi più riconoscente. So che alcuni di voi saranno delusi dal fatto che ho disegnato solo il primo arco narrativo, ma spero che continuiate a seguirmi anche solo per vedere che cosa ho pianificato per questa serie e per le altre alle quali sto lavorando. Ho trascorso quasi sei anni su OZ. Si tratta di un periodo di tempo molto lungo per dedicarsi a dei personaggi e a uno stile. Il mio obiettivo, nei prossimi anni, è di mettermi alla prova come narratore sia per quanto riguarda lo scrivere storie che disegnarle. Questo significa che mi divertirò dedicandomi a personaggi, generi, titoli differenti. Non potrò mai ringraziarvi abbastanza per aver reso i miei ultimi anni i  migliori della mia carriera. E ho la sensazione che il 2015 sarà ancora meglio!
I hate Fairyland


Quello che Young non ha rivelato, però, è che oltre ai progetti sviluppati per la Marvel Comics, è al lavoro sulla sua prima serie creator owned per la Image Comics.

I Hate Fairyland, questo il nome della serie, sarà incentrata sulle gesta della piccola Gertrude, una ragazzina intrappolata nel magico e fatato mondo di Fairyland. L'unico problema è che Gertrude non è più una ragazzina, ha ormai compiuto quaranta anni ed è intrappolata a Fairyland da ben trent'anni. Una condizione che non l'ha resa la più amorevole tra le (ex) ragazzine.

"I Hate Fairyland è nato in seguito alla lettura di innumerevoli libri per bambini a mio figlio. Mentre li leggevo non facevo altro che chiedermi, com'è possibile che tutti questi ragazzi in questi mondi fantastici non hanno voglia di uccidere tutte le creature in cui si imbattono? Così è nata Gertrude. Negli ultimi anni ho fatto uscire di testa molti dei miei amici, raccontando loro di continuo diverse versioni di questa storia. Jason Howard, con tutta probabilità, per le innumerevoli volte che l'ho sottoposto al mio brainstorming, desidererà di farmi fuori con una enorme ascia da guerra"

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mercoledì 7 gennaio 2015

MATTHEW VAUGHN PRESENTA IL SUO FILM KINGSMAN E DICHIARA: "IL PUBBLICO È STUFO DEI CINE-COMICS CUPI ALLA CHRISTOPHER NOLAN"

Matthew Vaughn, regista di Kick-Ass I, 
X-Men: Firts Class e Kingsman: The Secret Service... 
ma soprattutto marito di Claudia Schiffer!  


"Quando va al cinema la gente vuole divertimento ed evasione. Guardate al successo di Guardians of the Galaxy. Credo che Christopher Nolan abbia dato inizio a una visione molto dark e cupa dei Super-Eroi, ma credo anche che il pubblico ne abbia avuto abbastanza."

A parlare non è il solito critico molto severo nei confronti dei cine-movies, né tanto meno un Marvel fan che si schiera apertamente, e acriticamente, contro i film della Distinta Concorrenza, bensì Matthew Vaughn, regista cinematografico che si è distinto per la sua collaborazione con Mark Millar per Kick-Ass e per quello che, a detta di molti (compreso il sottoscritto) è il capitolo più interessante della saga cinematografica degli X-Men: First Class.

Durante un'intervista rilasciata al magazine SFX, il regista di Kingsman: The Secret Service (tratto dall'omonimo fumetto concepito proprio con Millar), dunque, propone proprio questa sua opera come una risposta alla moda dark lanciata da Nolan e ripresa da altri registi: "il mio è un atto d'amore alle classiche pellicole di spionaggio britanniche degli anni '70. Non è una commedia, ma ci sarà molto da ridere. E' ciò che abbiamo fatto con Kick-Ass - è un film serio, ma ci siamo concessi la possibilità divertirci. E' un film che si propone di essere divertente ma non comico."

una delle locandine di
Kingsman: The Secret Service
che avrà come protagonista Colin Firth

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