mercoledì 17 settembre 2014

SE HELLO KITTY NON È UN GATTO, CHE RAZZA DI ANIMALE È?

Hello Kitty


Aneddoto decisamente molto simpatico e altrettanto indicativo di come le major (di qualunque angolo del mondo esse siano) esercitano il loro controllo sulle properties, quello raccontato da Karl Kerschl (disegnatore statunitense molto versatile capace di passare con semplicità da Superman e gli X-Men ad Assassin's Creed) sulle pagine del suo Blog.

Reclutato dalla Sanrio, colosso editoriale giapponese, per realizzare una breve storia di Hello Kitty destinata a essere pubblicata su uno speciale volume strenna pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario del personaggio, l'autore si è visto respingere la terza e conclusiva pagina a causa di uno "strano" accostamento da lui compiuto tra la gattina e un gatto vero. 

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La storia, come avete potuto vedere, mostra la pucciosa Hello Kitty impegnata in una serie di mirabolanti avventure, solo per poi rivelare che non si tratta altro che dei movimentati sogni di un gatto. L'accostamento tra il gatto e Hello Kitty non è stato, però, gradito dalla Sanrio, che ha così scartato la terza pagina della storia.

A raccontarlo è stato lo stesso autore sul suo sito sul quale ha scritto: "Sfortunatamente hanno respinto la terza pagina perché la Sanrio non vuole che Hello Kitty sia associata in alcun modo con un vero gatto. Così hanno deciso di utilizzare solo le prime due pagine, mentre qui potete vedere come avrebbe dovuto concludersi la mia storia".

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma se la tenera Hello Kitty non è un gatto, che razza di bestia è? Purtroppo, a quanto pare nemmeno la Sanrio sia in grado di rispondere a questo interrogativo, ma quel che è certo è che non si tratta di un gatto! A dare questa certezza ci ha pensato il colosso editoriale nipponico allorquando ha provveduto a correggere l'antropologa Christine R. Yano dell'università delle Hawaii che, nel presentare la retrospettiva dedicata al personaggio dal museo Giapponese Americano, lo aveva definito come un gattino. "Sono stata corretta - e con molta fermezza" ha dichiarato l'antropologa al quotidiano on-line LAist "Si è trattata dell'unica correzione che la Sanrio ha apportato al mio testo di presentazione della retrospettiva. Hello Kitty non è un gatto. E' un personaggio dei cartoni. E' una ragazzina. E' un'amica. Ma non è un gatto. Non ha mai camminato a quattro zampe. Cammina e si siede come tutte le creature a due gambe. Ha a sua volta un gattino che, tuttavia, si chiama Charmmy Kitty".

In effetti avremmo dovuto capire immediatamente che Hello Kitty non era un gatto. Un'altra peculiarità del personaggio, che all'anagrafe di chiama Kitty White (nessun legame di parentela con Walter White di Breaking Bad) ed è di nazionalità britannica, è quella di non avere la bocca. Una peculiarità sottolineata dalla stessa Sanrio sul suo sito internet, sul quale spiega: "Hello Kitty parla con il cuore. E' l'ambasciatore della Sanrio nel mondo e non è vincolato a nessun linguaggio in particolare".

Da oggi ho una certezza in meno...

venerdì 12 settembre 2014

ORA CHE WOLVERINE NON C'È PIÙ, CHI PRENDERÀ IL SUO POSTO SULLA TESTATA "WOLVERINE AND THE X-MEN"?

Mentre Psylocke, Mystica & Co. si contendono
l'eredità di Wolverine, chi si prenderà il titolo di copertina
della testata Wolverine And The X-Men?



Lo dico senza ipocrisia: non vorrei essere nei panni di uno dei responsabili marketing di Marvel e DC. Il motto delle Big Two, negli ultimi anni, sembra essere: tenere alta l'attenzione di un pubblico sempre più distratto da altro (in primis dai cinemovie). Si succedono, dunque, gli eventi, le morti, le resurrezioni, i rilanci e qualsiasi altra cosa ci si riesca a immaginare per destare l'attenzione di lettori vecchi e nuovi. Il succedersi di questi eventi alle volte crea qualche problema organizzativo; ad esempio, come ci si comporta con le testate dedicate all'artigliato mutante canadese, nel caso della sua (temporanea) dipartita?

Be' si guarda di sguincio a cosa ha fatto la Distinta Concorrenza in caso analogo (la prematura morte di Robin e la trasformazione della testata intitolata Batman and Robin in Batman and "nome di un personaggio del batverse a rotazione") e lo si rimpiazza con un altro personaggio che sia, preferibilmente, un beniamino degli appassionati e campione d'incassi. Succede così che, dopo la (temporanea) dipartita di Wolverine la testata Wolverine And The X-Men si trasformi in Spider-Man And The X-Men.

L'idea di far subentrare Spider-Man nella scuola per giovani dotati fondata da Wolverine, confessa lo scrittore Jason Latour nel corso di una intervista rilasciata al sito ComicBook.com, è stata degli editor Mike Marts e Katie Kubert: "L'idea di Wolverine che chiede a Spider-Man di entrare a far parte dello staff di insegnanti della scuola è stata della Marvel, ma successivamente gli editor mi hanno lasciato piena libertà di agire e di raccontare la storia come meglio credevo. Sono stati grandiosi poi, nel lasciarmi la possibilità di utilizzare i personaggi che ritenevo più interessanti. E' stato molto divertente pensare a tutte le possibili avventure che Spidey e i giovani allievi mutanti avrebbero potuto vivere insieme. Sia Spider-Man che i mutanti appartengono a universi molto vasti che sarà davvero divertente fargli esplorare reciprocamente".

Spider-Man and the X-Men #1
Ma come si comporterà Latour innanzi alle reazioni dei lettori più scettici e critici? "In qualità di lettore che legge ininterrottamente fumetti sin dall'età di dieci anni, sono abituato a far parte di questa audience particolarmente critica. La continuity e il rispetto delle corrette personalità di ciascun personaggio, rappresentano per me dei fattori molto importanti per me. Non sono in grado di promettere che sarò infallibile nei confronti di ciascun personaggio che utilizzerò nelle mie storie, ma queste saranno ambientate nel Marvel Universe un luogo per me importante e di cui ha rispetto, nei piani dunque c'è anche la volontà di fare le cose nel modo giusto. Mi chiedi per caso se quando scrivo mi preoccupo di ciò che pensano i lettori? No. Scrivo la serie attenendomi a quelli che sono i miei desideri di lettori, scrivo la serie che vorrei leggere. L'idea che qualcuno possa pensare a me come a uno scrittore che ha lavorato per Hollywood e che da lì proviene, e non come a un nerd che corona finalmente il suo sogno di scrivere una storia con Sauron, mi fa davvero ridere" .

Dal punto di vista narrativo gli X-Men come accoglieranno Spider-Man? "Hai centrato il bersaglio, perché gli X-Men non saranno entusiasti dell'idea di avere tra i professori della loro scuola Spider-Man (anche per la sua attitudine a mettersi nei guai). Non è un mutante, e anche se è un amico degli X-Men non è un membro della famiglia. Ci saranno un sacco di tensioni tra i mutanti e un outsider la cui vera identità nessuno la conosce con certezza. Ma prima di morire Wolverine ha chiesto a Spider-Man di entrare nella scuola come professore, e gli ha chiesto di compiere una missione per lui. Sfortunatamente Wolverine voleva anche che la missione fosse svolta senza farlo sapere agli X-Men. Così tutto quello che appare evidente agli occhi degli X-Men è solo la scelta inspiegabile di far unire Spider-Man agli uomini x". 

Per la cronaca, va detto che non è la prima volta che Spider-Man prende il posto di un compagno/amico defunto. All'indomani della (temporanea) dipartita di Johnny Storm, fu proprio Peter Parker a sostituirlo sulle pagine dei Fantastici Quattro. E pare che, se non fosse stato già opzionato per il ruolo di vice-Wolverine, Spidey sarebbe stato un perfetto rimpiazzo per il ruolo di Osservatore dopo la fine di Original Sin.

Spider-Man and the X-Men

giovedì 11 settembre 2014

ROBERT KIRKMAN: "SO BENISSIMO COME SI CONCLUDERÀ THE WALKING DEAD, MA NON SO ANCORA QUANDO SUCCEDERÀ"


Robert Kirkman


Una delle domande che più di frequente mi vengono rivolte è quella inerente il finale di The Walking Dead. È previsto un finale o durerà in eterno? Se finirà, quando lo farà? E così via dicendo... in genere questo tipo di domande tende a spiazzarmi un po'. Forse perché, abituato come sono a leggere (da sempre) fumetti statunitensi, l'idea di una conclusione mi è estranea. Robert Kirkman, in ogni caso, è sempre stato chiaro: The Walking Dead arriverà a una conclusione.

A confermare questa "sicurezza" è lo stesso autore che, nel corso di una intervista rilasciata al sito web della rivista Entertainment Weekly, ha dichiarato: "Ho ben chiaro come la serie dovrà finire. Non so ancora quali saranno gli eventi che si succederanno fino ad allora, questo sì. Non so quale sarà con esattezza l'ultimo numero della serie, ho ancora tanta strada da percorrere e credo che ci vorrà ancora molto tempo prima che arriverò al finale, ma so esattamente in quale direzione mi sto dirigendo".

Se fossi un malpensante, mi sentirei di affermare che la serie, con tutta probabilità, andrà avanti finché continuerà a riscuotere questo incredibile successo (basti pensare che, oltre alla serie televisiva, il comic book si è stabilizzato permanentemente nella top20 della classifica di vendite del Previews), ma a onor del vero sinora non sono certo mancate le idee e i colpi di scena. Una considerazione rafforzata anche dalle dichiarazioni dello scrittore che, parlando del rapporto tra serie tv e fumetto (che viaggiano a diverse velocità, con la prima arrivata a narrare più o meno la metà degli eventi del comic book), ha dichiarato: "per fortuna, grazie al comic book, non stiamo parlando si uno show che potrebbe rimanere a corto di idee. Anzi, ci si potrebbe chiedere se avremo stagioni a sufficienza per trasporre sul piccolo schermo tutto quello che accadrà nel fumetto". 

Il problema a questo punto è, quindi, chiedersi non se la serie finirà, ma quando lo farà.

mercoledì 10 settembre 2014

VARIANT COVER: NEGLI USA IMPAZZA SEMPRE PIÙ LA MANIA DELLE COPERTINE ALTERNATIVE; CI SI INTERROGA SULL'EFFETTIVO VALORE MA ALCUNE SONO DAVVERO IMPERDIBILI!


Copertina Alternativa per Bucky Barnes: The Winter Soldier #1
illustrazione di Skottie Young




Quello delle variant cover, fenomeno in espansione anche nel nostro paese (non mi stupirei se in futuro,oltre agli editori che si occupano di "importare" fumetti d'oltreoceano, se ne cominciassero a interessare - data la loro capacità di far levitare, visto l'interesse che nutrono i collezionisti, sensibilmente le vendite - anche altri, finora assolutamente indifferenti), è davvero uno dei casi editoriali più complessi e difficili da far capire ai non addetti ai lavori, davvero incapaci di comprendere perché qualcuno sia interessato ad acquistare due (o più) copie dello stesso fumetto solo in virtù di una copertina differente.

Fenomeno complesso, strettamente collegato al boom speculativo che colpì (forse devastandola) l'industria dei comics negli anni '90 (si ricordano i milioni di copie vendute di Spider-Man #1 realizzato da Todd McFarlane e di X-Men # 1 di Chris Claremont e Jim Lee), dopo un periodo (anche abbastanza lungo) di smorzamento fatto registrare all'inizio di questo secolo, sta tornando sempre più prepotentemente di moda, tendendo a rendere più vitale un mercato davvero bisognoso di ossigeno.

Ogni mese ormai, al fianco della ordinaria produzione, Marvel, DC Comics a quasi tutti gli altri editori realizzano speciali copertine variant, alle volte a incentivo (distribuite ogni tot di albi "normali" ordinati) e alle volte con tiratura più o meno simile alle altre; molto spesso sono tematiche, realizzate da un singolo autore o veicolo di un (qualsiasi) messaggio. Lungi da me la volontà di voler analizzare (almeno adesso) questo fenomeno, mi limito di seguito a proporvi alcune di queste copertine, in certi casi delle vere e proprie delizie per gli occhi.

Uno degli autori il cui nome più spesso viene affiancato a quello delle variant cover è quello di Skottie Young (autore di quella che a tutti gli effetti è la serie del momento, Rocket Raccoon), la Marvel sembra aver ormai inaugurato la consuetudine di accompagnare al lancio di ogni nuova serie regolare una copertina alternativa realizzata dall'autore. Ecco qualche esempio recente.

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Spesso, oltre alla celebrazione del talento di un autore o di un momento editoriale, le variant - come già accennavo in precedenza - servono a veicolare un messaggio. Come nel recente caso della campagna indetta dall'associazione STOMP Out Bullying contro il bullismo cui la Casa delle Idee ha partecipato con la realizzazione di una serie di copertine speciali. Eccone qualcuna.

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Naturalmente la DC Comics non è da meno. A dicembre di quest'anno lancerà ben 23 cover variant la cui realizzazione sarà affidata all'immenso talento di Darwyn Cooke, per l'occasione tutte le copertine saranno realizzate nel formato widescreen. Ecco la galleria completa.

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martedì 2 settembre 2014

L'ESTATE È ARRIVATA E PASSATA...


Una tipica fotografia estiva per Jack Kirby e i suoi eredi.
The King quest'estate avrebbe compiuto 97 anni


... Ma contrariamente a quanto accade nella canzone dei Green Day, non credo che sia il caso di aspettare che Settembre finisca (forse solo di augurarsi che, in questo caso, siano gli innocenti ad aver la meglio). Troppe sono, infatti, le cose interessanti che questo ultimo scorcio d'estate ci riserva. Niente di nuovo, a dire il vero, forse solo le solite incognite che si ripropongono con prepotenza all'inizio di ogni anno (solare).

Negli scorsi giorni ho avuto modo di parlare con un importante esponente del mercato del fumetto che si lamentava di come la attuale (presunta) crisi di vendite stesse riducendo editori, distributori e fumetterie alla canna del gas, creando un sistema in grado di mantenersi in piedi solo grazie alla reciproca solidarietà che questi attori del settore sono costretti a concedersi. Purtroppo non posseggo i dati per valutare nella sua interezza l'andamento del settore, ma sono certo che il prepotente aumento dell'offerta da parte di molti editori (oggi, in Italia vengono pubblicate cose che, fino a poco meno di un decennio fa, neppure il più sfegatato - e ciecamente ottimista - degli appassionati si sarebbe sognato di vedere sugli scaffali dei negozi specializzati) sta facendo, naturalmente, calare (salvo qualche sporadica eccezione) il venduto di ogni singola iniziativa editoriale; resta da valutare se il totale del venduto sia diminuito rispetto a qualche anno fa o, per me l'ipotesi più accreditata, se la somma totale sia aumentata. Quel che bisogna chiedersi è fino a che punto fumetterie e lettori saranno in grado di accogliere l'enorme proposta in arrivo, le prime senza snaturarsi (trasformandosi in qualcosa di più simile alle edicole) e i secondi senza dover finire in bolletta.

Al di là delle problematiche italiane, c'è da dire che il nostro mercato vive di alcuni difetti importati dai paesi di origine. Se la Sergio Bonelli Editore continua a non prendere in considerazione l'esistenza di una tipologia di negozi specializzati nella vendita del fumetto, anche adesso che i dati di vendita si sono preoccupantemente assottigliati e che si producono serie più affini ai gusti dei frequentatori delle fumetterie, le note più dolenti provengono dai prodotti importati da Giappone e Stati Uniti. La risposta dei lettori alla proposta di comics e manga sembra stia attraversando un momento di stagnazione. I manga, a dire il vero (e a detta di molti operatori) a dispetto di un'offerta sontuosa (e forse proprio in conseguenza di questa), stanno attraversando da un po' di tempo una vera e propria flessione nelle vendite; credo che molto di questa crisi sia dovuta a un difetto di comunicazione (troppo spesso vengono lanciate nuove serie di cui non si è a conoscenza di periodicità, durata e di eventuale successo riscosso in patria e, quindi, di certezza di un finale) e di una opzione di pubblicazione (quella del volume monografico) che, data la vicinanza con la pubblicazione originale, tende a dilatare troppo i tempi di pubblicazione tra un volume e l'altro, spingendo alcuni lettori verso la disaffezione.

Per quanto riguarda il fumetto USA (anche questo assolutamente in un periodo di grazia per quantità di pubblicazioni proposte) c'è un difetto opposto dovuto alla troppa informazione e alla scellerata politica editoriale che stanno adottando attualmente le Big Two. Da un lato, infatti, viviamo in una realtà fumettistica globalizzata in cui sono le stesse case editrici ad anticipare gli spoiler per convincere i lettori a comprare le loro testate, finendo per creare un clima di hype continuo in cui, per assurdo, nulla più fa notizia; dall'altro lato il continuo rilancio di serie e personaggi, il turbillon di morti e resurrezioni, o l'intricato tessuto narrativo che lega serie mensili a miniserie-evento (la DC Comics al momento sta intersecando i suoi mensili con alcune maxi serie settimanali) finisce per stufare alcuni lettori della vecchia guardia e a dar l'impressione a quelli nuovi di doversi accostare a un mondo troppo complicato e dispendioso da seguire. Difetti che, naturalmente, si ripercuotono anche sul nostro mercato.

Questa però, è solo una parte delle cose di cui dovremo parlare nei prossimi mesi. Adesso è tempo di fare qualche passo indietro e tornare a parlare dell'estate. Per il momento, per chi lo avesse perso, ci ha pensato Michele Foschini di Bao Publishing a scrivere una parola d'incoraggiamento per tutti coloro, dai lettori agli editori, che direttamente o indirettamente fanno parte e agiscono in questo mercato; a questo LINK troverete e potrete leggere il suo editoriale.

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Annuncio pubblicitario con cui la DC
preparava i lettori all'arrivo di
Blue Devil!
L'estate, almeno così come sancita dal calendario, dunque è effettivamente arrivata e, come sua abitudine, è anche (troppo) repentinamente trascorsa, nel mezzo tante notizie più o meno interessanti, molte polemiche destinate a sciogliersi al sole tiepido dell'autunno e il silenzio di questo blog. Silenzio al quale provo a porre rimedio con una piccola (e assolutamente non ragionata) rassegna sui fatti che più hanno destato il mio interesse durante questa pausa. La notizia più cool dell'estate è sicuramente quella relativa alla possibilità che, dopo essersi accaparrata Pixar, Marvel e Star Wars, la Disney sia in procinto di acquistare anche il gruppo Time-Warner e, quindi, la DC Comics. Vero o falso che sia (a onor di cronaca non si tratterebbe della prima volta che la Marvel è stata a un passo dall'assorbire la sua Distinta Concorrenza) c'è materiale per sbizzarrirsi e in fanta-ipotesi editoriali. I primi a sognare (scherzosamente) sono alcuni degli autori in forza alla Casa delle Idee; Brian Bendis, Jonathan Hickman e Jason Aaron si danno decisamente al (fanta)cazzeggio e su twitter si sbizzarriscono in una serie di esilaranti tweet.

"Davvero la Time Warner è in vendita?" chiede Jonathan Hickman "Nel caso ci farei un pensierino e comprerei Blue Devil". Non si fa attendere la risposta di Jason Aaron: "Fottiti, Blue Devil è mio. E anche qualsiasi cosa sia collegata alla Atari Force". Anche Hickman non fa attendere la sua replica: "Mi sei sempre sembrato più un tipo da Booster Gold, ragazzo". "Figlio di puttana... Mi prenderò Blue Devil, Atari Force e Vigilante. A te concederò Booster Gold, Spanner's Galaxy e Jemm, figlio di Saturno" è la replica che non ammette contrattazioni di Aaron. "Blue Devil, Atari Force e Vigilante hanno fatto un team-up su un annual di Amethyst. Ti toccherà prendere anche quella" è la risposta di Hickman. A questo punto è il turno di Brian Bendis: "Leggete le clausole scritte in piccolo nei vostri contratti, ragazzi. Amethyst appartiene a me". Si inserisce qualche utente che fa il furbetto: "Una volta Andy Kubert mi ha promesso Vext"... ma il "dinamico trio" non abbocca e continua, è il compleanno di Bendis e Aaron e Hickman ne approfittano: "Buon Compleanno Brian, ti abbiamo comprato la DC Comics". La reazione dello scrittore dei Nuovissimi X-Men è affidata a una foto, che mette a tacere tutti!


Ugh!

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Da anni Mark Millar parla del Millarworld, riferendosi a esso come al suo universo narrativo. Ma quale universo narrativo? In fin dei conti sembrano tutte serie indipendenti l'una dall'altra... sembrano, ma non è così. A svelare il fil rouge che collega tutte le serie create da Millar è lo stesso autore scozzese che, sulle pagine dell'ottavo numero della terza miniserie di Kick-Ass spiega:

"WANTED spiega di come al mondo ci fossero dei Super-Eroi, ma nel 1986 furono tutti sconfitti e i cattivi rimossero dalla memoria di tutti la consapevolezza della loro esistenza. Gli eroi furono ricordati solo come personaggi della cultura pop, quel mantello rosso che si trovava nel nascondiglio del Professore apparteneva a...
KICK-ASS racconta di un  ragazzo che vive in un mondo senza eroi, ma lui li ama al punto da diventare uno di loro. I criminali dominano il mondo, sono tutti uomini ricchissimi o leader politici adesso, ma Dave continua a credere e ad amare gli eroi. Lui da inizio alla nuova ondata di eroi e come vediamo nelle ultime pagine di Kick-Ass 3 cominciano ad apparire i super-uomini che lo rimpiazzeranno. Una specie di darwinismo dei super-eroi che potrebbe portare ad un aumento esponenziale di questi. Il primo dei quali è...
The Utopian da JUPITER'S LEGACY. Jupiter's Legacy è una serie di film e fumetti che esiste nel mondo reale e che, nel corso degli anni, Superman e tutti i suoi imitatori hanno provato a ricordarla. Ma the Utopian è un essere che davvero esiste. 
NEMESIS a cui si fa riferimento come all'assassino di un poliziotto in Giappone  nelle ultime pagine di Kick-Ass 3.
MPH ai quali si fa riferimento sempre su KA3 come ai ragazzi che hanno infranto a piedi la barriera del suono.
E SUPERIOR. Simon, il ragazzo protagonista della serie, alla fine di questa serie lo si può vedere mentre lascia il cinema; in pratica assistiamo al passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo eroe. Superior apparirà anche sulle pagine di Jupiter...
SUPERCROOKS è ambietata nello stesso mondo, da qui i due poster sui muri del cinema. 

Kick-Ass 3 copertina del numero 7, una copertina
che sembra un manifesto programmatico per l'eroe
di Mark Millar e John Romita Jr.
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Le prime pagine dei quotidiani on-line, dalla Gazzetta dello Sport a Repubblica, quest'estate hanno dedicato molto (moltissimo) spazio all'Ice Bucket Challenge. L'intento dell'iniziativa è molto nobile, fornire attraverso il ricorso a gavettoni d'acqua e cubetti di ghiaccio diffusi in maniera virale attraverso il web, una cassa di risonanza mediatica a una malattia (la S.L.A., sclerosi laterale amiotrofica) che in pochi conoscono e che ha dannatamente bisogno di fondi per far avanzare la ricerca. A raccogliere la sfida sono stati in molti, rockstar e stelline della musica pop, calciatori, uomini (e donne) di spettacolo, politici (be' questi magari anziché prendere parte ad una passerella mediatica, avrebbero fatto meglio a a combattere la S.L.A. attraverso stanziamenti di danaro e adozione di provvedimenti mirati ad agevolare la vita di malati e familiari), industriali, scrittori (spicca il video con George R.R. Martin che urla "winter is coming" o quello di Neil Gaiman circondato da uno stuolo di cosplayer che indossano i panni di Death). 

L'Ice Bucket Challenge più singolare, però, è quello cui si è sottoposta, attraverso i disegni del suo attuale sceneggiatore Cameron Stewart, Batgirl

L'Ice Bucket Challenge di Batgirl
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Vi ricordate di Darkchylde? Per i più giovani basti sapere che si è trattata di una delle tante dark lady del fumetto statunitense assurte agli effimeri onori della gloria negli anni '90. All'epoca le donnine piacevano belle, formose e letali e il creatore Randy Queen riuscì con il suo personaggio a titillare gli ormoni dei fan e ad assurgere allo status di rock star. Come tutte le rock star (del fumetto e non), Queen si è rivelato irascibile e bizzoso e ha deciso di far causa al sito Tumblr (un portale che ospita svariate migliaia di blog) a causa delle critiche rivolte al suo lavoro dal blog Escher Girls (ospitato proprio sulla piattaforma). 

Escher Girls è un blog che si occupa di analizzare come la figura delle donne viene ritratta nel mondo del fumetto (prevalentemente a stelle e strisce), mettendo in evidenza, con molta ironia, gli improbabili errori di anatomia che spesso vengono compiuti. Questo trattamento non è stato risparmiato a Darkchylde, mandando su tutte le furie il creatore. La prima reazione di Tumblr è stata quella di rimuovere i contenuti considerati offensivi, ma successivamente (probabilmente dopo che Queen si è reso conto della figuraccia) l'autore si è sentito con i blogger e gli ha chiesto scusa, recedendo dai suoi intenti e acconsentendo alla (ri)pubblicazione del materiale (QUI trovate il post in cui viene spiegato quello che è accaduto). 

Darkchylde
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Escher Girls non si è tirato indietro nemmeno innanzi alla vera polemica dell'estate, quella relativa alla "scandalosa" copertina variant realizzata da Milo Manara per la nuova serie che la Marvel dedicherà a Spider-Woman. La polemica mi sembra in realtà pretestuosa e decisamente degna di rilevanza solo in un periodo, quello estivo, in cui non c'è molto di cui parlare e ci si appiglia alle sciocchezze. E' chiaro che quando si commissiona la copertina di una serie dedicata a una super-eroina a un autore riconosciuto universalmente come il maestro dell'eros si abbia ben chiaro in mente cosa aspettarsi: un'eroina ritratta in una posa sexy, qualche benpensante pronto a storcere il naso e dare fuoco alle micce sui social network ricordandoci che i fumetti sono roba per bambini e, dunque, mandando in vacca un lavoro di sdoganamento che procede da oltre quarant'anni. La cosa divertente è la partecipazione e il calore con cui si prende parte a queste discussioni. Per me resta il fatto che Spider-Woman ha ricevuto una insperata (o forse no) cassa di risonanza e che se commissioni una copertina a un artista che ha disegnato questo 

Milo Manara
non devi stupirti se ti consegna questo 

Spider-Woman di Milo Manara

E se proprio devi rimanerci male per qualcosa, be' lamentati della faccia, disegnata decisamente peggio del culo :) 

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Dan Slott, nel frattempo, continua il processo di rivoluzione e cambiamento di Spider-Man. Non sappiamo cosa accadrà, ma per ora ci basti sapere che su twitter Slott ha scritto: 

"Stanotte ho appena ucciso un altro personaggio del cast di Spider-Man.
Qualcuno dovrebbe davvero fermarmi"

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Ma la patermità del tweet dell'anno, sebbene siamo ancora a settembre, spetta a George R. R. Martin. L'autore del trono di Spade, proprio ieri, ha annunciato: 

"Preparatevi, il sesto libro sta arrivando"

Un po' come dire, l'estate è passata... l'inverno sta arrivando.

L'inverno sta arrivando...




NB: Questo primo post dell'anno è dedicato alla memoria di Robin Williams

Robin Williams


Errata: L'ottimo Riccardo Galardini mi ha fatto notare che l'account di George R.R. Martin è un fake. Il sesto volume de Le Cronache del Fuoco e del ghiaccio dunque non è (almeno ufficialmente) in arrivo. Mi scuso per la svista, ma ho deciso di lasciare spazio alla speranza e di non cambiare la chiosa finale. Dunque, non è vero, ma ci... spero. 

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